La preghiera che Dio ascolta
23. Aprile. 23

Gesù raccontò di un pubblicano e di un fariseo che stavano nel tempio a pregare. Il fariseo elencava davanti a Dio tutte le sue buone azioni. Infine, aggiungeva: «Grazie che non sono come nessun altro … soprattutto come quello che si siede là in fondo.»

L’esattore delle tasse pregava in modo molto diverso. Rimasto vicino all’ingresso, sentendosi un peccatore consapevole, chiedeva perdono a Dio. Quanto siamo ingegnosi quando si tratta di presentare noi stessi davanti a Dio sotto una luce migliore di quelli che disprezziamo e non reputiamo buoni al pari nostro. È proprio tale orgoglio a bloccare il rapporto con Dio. L’esattore delle tasse era onesto, si era pentito del peccato e Dio lo ha perdonato!

Conclusione: Gesù giudica tutti coloro che si credono giusti e che disprezzano il prossimo. Vuole mostrare loro che l’orgoglio sbarra la loro strada verso il cielo. Se andiamo a Dio in tutta sincerità, possiamo parlargli dei nostri difetti. Se chiediamo perdono, lui ci accoglie con favore.

O Dio, abbi pietà di me, peccatore!

Vangelo di Luca 18:13b

Essere onesti con se stessi è decisivo per avere una relazione con il Signore.

Testo biblico: Vangelo di Luca 18:9-14 (versione originale della parabola)

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